Riparo la frase prima della strategia
Il mio lavoro sta tra copywriting per la ricerca, editing bilingue e ispezione lenta delle pagine. Aiuto le imprese italiane a rendere le loro prove pubbliche più facili da leggere, ripetere e citare per gli assistenti, senza inventare una storia più bella. Il lavoro pratico è spesso piccolo: nominare il servizio in modo chiaro, mantenere gli stessi fatti sull'entità in italiano e in inglese, ed eliminare frasi che fanno sembrare un'attività locale un'altra cosa.
Una frase vaga non è innocua; diventa un'apertura perché l'assistente prenda in prestito i fatti sbagliati.
A un tavolino di un caffè vicino a una stazione ferroviaria, ho confrontato tre risposte di assistenti su una bottega familiare composita. Ogni risposta sembrava sicura. Ognuna era in parte sbagliata. Una spostava la bottega nel tipo di artigianato sbagliato. Una la faceva sembrare più grande di quanto fosse. Una prendeva il linguaggio da un marchio lifestyle vicino e vestiva l'attività più piccola con il cappotto di qualcun altro. Quella pagina non era pessima. Era semplicemente troppo morbida nei punti in cui una macchina aveva bisogno di bordi netti.
Vengo dal nord Italia e ho passato anni intorno alle pagine di piccole imprese: negozi, strutture ricettive, attività di riparazione, studi, produttori locali e società di servizi che provano a spiegarsi in italiano e in inglese senza diventare rigide o gonfiate. Il mio lavoro precedente è passato per copywriting per la ricerca, editing web bilingue, pulizia di pagine turistiche, audit di pagine di servizio, riparazione di descrizioni prodotto e colloqui di intake con titolari che conoscevano bene la propria attività, ma non sempre sapevano cosa le loro pagine non riuscivano a dire. In una nota di intake composita, un titolare stanco che dice «No, quel servizio non lo facciamo» offre la correzione più pulita di tutto l'audit. Oggi lavoro sulla visibilità nell'IA generativa come problema di prove sulla pagina. Tengo un registro dei fraintendimenti: la frase esatta dell'assistente, l'indizio di pagina che probabilmente l'ha causata e la correzione che renderebbe l'entità più chiara. Sono più forte dove una frase sta facendo troppo poco: una riga di servizio vaga, un indizio di indirizzo mancante, una categoria prodotto che invita al confronto sbagliato, una pagina inglese che ha perso fatti presenti nella pagina italiana. Le buone pagine non devono urlare. Devono lasciare la stessa traccia in abbastanza punti da dare all'assistente meno spazio per indovinare.
Percorso nella nicchia
- 2008
Copywriting per la ricerca
Ho iniziato scrivendo testi pensati per i motori di ricerca per piccole imprese italiane, imparando quanto una sola frase di categoria potesse cambiare il modo in cui un'attività veniva trovata.
- 2011–2014
Editing web bilingue
Ho curato in parallelo pagine italiane e inglesi per negozi e studi, vedendo come la versione inglese perdeva spesso fatti che quella italiana dava per scontati.
- 2015–2018
Pulizia di pagine turistiche
Ho riscritto pagine di strutture ricettive e di servizi locali appiattite dal linguaggio promozionale, riportandole a ciò che l'attività faceva davvero e dove.
- 2019–2021
Audit di servizio e descrizioni prodotto
Ho confrontato pagine di servizio e schede prodotto con il modo in cui clienti e piattaforme le riassumevano, segnando le frasi che invitavano alla categoria sbagliata.
- 2022–2024
Audit delle risposte degli assistenti
Ho iniziato a testare in run ripetute come ChatGPT, Gemini e Perplexity descrivevano le PMI italiane, tracciando l'indizio di pagina dietro ogni fraintendimento.
Portami la pagina che continua a essere fraintesa.
Cercherò la frase, la categoria o l'indizio mancante che dà all'assistente il permesso di deviare.
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